Di Pierluigi Borgioni

CORSO BASE DI RICARICA PER CARTUCCE DA CARABINA

Per tutti coloro che hanno intenzione di dedicarsi al tiro sportivo con armi da fuoco a canna rigata, siano esse lunghe o corte, la ricarica delle munizioni diverrà, prima o poi, una stringente necessità. Chi usa in poligono le pistole è indotto alla ricarica essenzialmente da questioni economiche: le cartucce ricaricate, infatti, pur non avendo la stessa qualità di quelle di fabbrica, hanno costi decisamente inferiori. Il tiratore sportivo di carabina, invece, è spinto verso la ricarica soprattutto dalla voglia di sperimentare sempre nuove soluzioni, alla continua ricerca della cartuccia perfetta per la propria arma. Per certi calibri, praticamente introvabili sul mercato, la ricarica è, di fatto, una necessità; provate a chiedere a tutti coloro che usano armi con vecchie cartucce a polvere nera, tipo le 50/90, 45/60, 38/55 o 45/120, oppure moderne carabine nei calibri 6,5×47 mm Lapua, 408 Chey-Tac o 6,5-284 Norma. Ad ogni modo, qualunque sia il motivo che possa spingervi ad intraprendere l’attività di ricarica delle vostre munizioni, con questo corso on-line vogliamo offrirvi la possibilità di avvicinarvi a questo mondo, illustrandovi nel dettaglio tutte le varie fasi di preparazione di una cartuccia per carabina con bossolo a bottiglia. Per quelle con bossolo cilindrico dedicheremo in futuro uno specifico articolo, trattandosi di una tecnica di caricamento che presenta caratteristiche molto diverse. Vediamo, quindi, nel dettaglio tutte le varie fasi delle operazioni di caricamento, soffermandoci però prima ad illustrare quali strumenti dobbiamo avere a nostra disposizione per iniziare a caricare.

PUNTO 1° – I MATERIALI E LE ATTREZZATURE

Per iniziare la nostra attività di ricarica è necessario avere a disposizione alcuni strumenti assolutamente indispensabili e tanti altri che, seppur non indispensabili, potranno tornarci utili per farci risparmiare tempo e facilitare il lavoro. Strumenti indispensabili per iniziare certamente sono: una robusta pressa monostazione, un set di dies con annesso shell holder (ovviamente del calibro che andremo a ricaricare), una bilancia con scala in Grani. Non sono indispensabili, ma certamente utili: un dosatore volumetrico, un granulatore per la polvere (il Powder Dribbler), una basetta porta bossoli, un tampone lubrificante, un innescatore manuale, un calibro (meglio se digitale), un misuratore di coassialità (il Comparatore), scovolini e fresette manuali, una lavabossoli. I materiali che ci occorreranno sono: bossoli, polvere da lancio, inneschi e proiettili.


PUNTO 2° – LA RICALIBRATURA DEI BOSSOLI

Partiamo, ovviamente dal presupposto, che voi abbiate a disposizione dei bossoli usati da ricaricare. Con bossoli nuovi questa importante operazione non è necessaria. La ricalibratura è l’operazione che ci permette di ridare al bossolo sparato la sua originaria dimensione ed, al tempo stesso, espellere l’innesco spento. Esistono due diverse modalità di ricalibrare un bossolo; esso, infatti, può essere ricalibrato interamente, oppure ci si può limitare a ricalibrarne il solo colletto. Cerchiamo di capire quali sono le differenze tra le due procedure e quali vantaggi o svantaggi comportano. La ricalibratura totale del bossolo si rende necessaria quando lo stesso è stato sparato da un’arma semiautomatica (in questo caso, quando l’estrattore lo estrae dalla camera di cartuccia, al suo interno c’è ancora una certa pressione, che ne determina un cospicuo rigonfiamento che gli impedirà, se non riformato per intero, di rientrare in camera) oppure quando a spararlo è stata un’arma diversa da quella per la quale stiamo per preparare le cartucce (le differenze tra le varie camere di cartuccia nei bolt action, seppur minime, potrebbero essere comunque sufficienti a non consentire al bossolo di essere camerato in un’arma diversa). Per ricalibrare interamente i bossoli occorre lo specifico die “Full Size”; è quello normalmente presente in tutti i set completi di dies, anche se i marchi più prestigiosi li commercializzano anche separatamente. Per compiere questa prima fase occorre una pressa molto robusta, montata su un banco da lavoro altrettanto solido, in quanto lo sforzo richiesto da questa operazione è considerevole (ed aumenta in proporzione con la lunghezza del corpo del bossolo). É sempre necessario lubrificare i bossoli prima di passarli nel die; per compiere questa operazione si trovano in commercio degli specifici tamponi, sui quali si dovrà far rotolare il bossolo per ingrassarne le pareti. In alternativa, si possono lubrificare le pareti dei bossoli con olio di vasellina o grasso morbido; in questa ipotesi non esagerate con il lubrificante poiché potrebbe provocare delle leggere deformazioni al corpo del bossolo quando lo andrete a ricalibrare. Preparatevi tutti i vostri bossoli lubrificati nella basetta porta-bossoli; se non volete acquistare una specifica basetta (in commercio ve ne sono vari tipi, sia dedicati ad uno specifico calibro che universali), potrete utilizzare le scatoline in plastica delle munizioni da pistola (quelle delle calibro 9 mm vanno bene per i bossoli cal. 223 o 222, mentre per cartucce cal. 308, 30-06, 8×57 mm o 6,5×55 mm potrete usare quelle del 45 ACP). Per compiere questa prima operazione dovrete posizionare il die sulla pressa facendo attenzione a far in modo che l’intero bossolo venga ricalibrato; portate il pistone della pressa con lo shell holder montato al punto morto superiore e quindi avvitate il die sulla pressa, facendo in modo che la parte inferiore dello stesso vada quasi a toccare lo shell holder. Con questa regolazione, portando la leva della pressa a fine corsa, vi assicurerete che l’intero bossolo venga ricalibrato. Accertatevi che durante questa fase anche l’innesco spento venga espulso; se ciò non dovesse avvenire, sarà necessario abbassare un po’ l’alberino decapsulatore presente all’interno del die. Fate attenzione a non abbassarlo troppo perchè l’alberino potrebbe andare a toccare sul fondello del bossolo, impedendogli di entrare completamente nel die. Se con questo tipo di die il bossolo non venisse ricalibrato per tutta la sua lunghezza, potrebbero rimanere dei rigonfiamenti sulla parte , inferiore che potrebbero ostacolarne l’inserimento in camera; inoltre, in alcuni dies, il corretto restringimento del colletto avviene solo quando il bossolo arriva a fondo corsa nello stesso, per cui, se l’operazione non fosse ben eseguita, potreste ritrovarvi con i proiettili che cadono all’interno del bossolo. I dies full size stringono sempre il colletto più del necessario. Quando poi il bossolo viene riportato verso il basso dal pistone della pressa, l’oliva presente sull’alberino decapsulatore provvede a riallargarlo alla misura corretta. Questa operazione è quella che presenta le maggiori criticità. Infatti, il passaggio dell’oliva nel colletto tende a “tirare” verso l’alto il bossolo: ciò comporta un ulteriore “allungamento” del bossolo (oltre a quello già provocato dalle pressioni interne che si sviluppano allo sparo) ed una deformazione della spalla, che potrà essere causa di cospicuo disallineamento assiale della palla quando andrete ad inserirla. La ricalibratura del solo colletto è l’operazione sicuramente da preferire per gli indubbi vantaggi che offre. Per realizzarla è necessario procurarsi degli specifici dies. Ne esistono di due tipologie: quelli che stringono il colletto con delle boccole calibrate o quelli che, per stringerlo, lo serrano in una sorta di mandrino. Quelli che usano i “Bushing” sono da preferire perchè stringono il colletto di quanto basta per trattenere il proiettile, stressando al minimo il bossolo. Non sono universali e per usarli è necessario misurare il diametro esterno del colletto con il proiettile montato (in centesimi di pollice); si dovrà, quindi, installare la boccola con un diametro interno di 2/100 inferiore al diametro del bossolo (se il nostro bossolo ha un diametro esterno di 0,341 pollici, dovremo montare una boccola da 0,339”). I fabbricanti di questi dies consigliano di lubrificare i colletti dei bossoli prima di ricalibrarli; si tratta di un’operazione utile, ma non certo necessaria come quando, invece, si lavora con i dies full size. Quelli con il mandrino hanno il vantaggio di essere universali, ma con essi non è possibile determinare a priori il valore di restringimento del colletto; questo valore è dato dalla pressione esercitata sulla leva della pressa e, pertanto, risulta difficile, se non si ha esperienza e sensibilità, stringere i colletti tutti allo stesso modo. Sia con l’una che con l’altra tipologia di dies neck, comunque, lo sforzo da esercitare sulla leva della pressa non è molto e, quindi, con essi potremo usare anche una pressa meno robusta di quella necessaria per una ricalibratura full size. Tenete però presente che non sarà mai possibile usare sempre e solo il metodo della ricalibratura del colletto perchè comunque, dopo qualche sparo, il corpo del bossolo, anche se usato in un’arma bolt action tende a dilatarsi, fino al punto di non poter più essere ricamerato. Quindi, nella nostra attrezzatura di ricarica dovremo sempre avere anche un die full size. Esiste, infine una terza soluzione che rappresenta un compromesso tra le due sopra illustrate. Essa consiste nel riformare il solo corpo del bossolo con lo specifico die “Body”, per poi ricalibrare il colletto con uno dei dies dedicati a questa funzione. Il die body è uno speciale die che ricalibra solo corpo e spalla del bossolo, senza andare a toccare il colletto (non è dotato neanche di alberino decapsulatore); in tal modo uniremo i vantaggi di un bossolo interamente ricalibrato, ma senza dover stressare colletto e spalla. Lo svantaggio è rappresentato dal dover effettuare una operazione in più.


PUNTO 3 – LA PULIZIA DEI BOSSOLI

Va premesso che per coloro che usano una carabina a ripetizione manuale la pulizia esterna del bossolo non è una reale necessità di ordine pratico ma serve solo a soddisfare esigenze di natura estetica . Ben diverso è per le armi semiautomatiche, dove il perfetto scorrimento del bossolo è essenziale al loro regolare funzionamento. La pulizia interna, invece, ha la sua importanza: la rimozione dei residui carboniosi lasciati dallo sparo garantisce di avere una costante volumetria interna e di non contaminare la carica di lancio; pulire il colletto consente di alloggiare e trattenere al meglio la palla; la pulizia della sede dell’innesco ne agevola l’inserimento e favorisce la propagazione del dardo di fiamma. Cominciamo, quindi, dal descrivere queste operazioni. La pulizia interna del bossolo la si può effettuare con scovolini di crine di diametro adeguato. Si possono usare a mano o montati sul mandrino di un trapano avvitatore. Per la sede dell’innesco esistono in commercio delle apposite fresette; anche queste potrete usarle a mano o montate su un piccolo trapano. In alternativa anche la punta di un cacciavite “a taglio” della misura uguale a quella della sede dell’innesco può andare bene. Per pulire l’esterno del bossolo si possono usare vari metodi. Tutti vi consentiranno di ripulire le pareti dei bossoli anche dal lubrificante che avrete eventualmente usato per l’operazione di ricalibratura. Quello più ricorrente consiste nel lasciare qualche ora i bossoli nella lavatrice “a graniglia” (ovviamente accesa); questo apparecchio ve li restituirà perfettamente lucidi, anche se spesso con qualche granello incastrato nel foro focone (ecco perchè è opportuno fare questa operazione con il bossolo decapsulato; in caso contrario si rischia la frequente rottura dello spillo del decapsulatore). Non è il metodo più economico, perchè la graniglia ha un costo e va sostituita (o rigenerata) con una certa frequenza, ma è certamente il più rapido, atteso che una lavabossoli di medie dimensione consente di pulire oltre 50 bossoli contemporaneamente. Esistono in commercio lavatrici ad ultrasuoni o a liquido detergente; sono molto efficienti ma non certo economiche. Il alternativa si possono mettere i bossoli a bagno in acqua calda ed acido cloridrico. Quello contenuto nei prodotti detergenti per il W.C. si presta benissimo allo scopo (meno sono di qualità e maggiore è la percentuale di acido che contengono). In questo caso non vanno lasciati a bagno troppo a lungo perché l’acido rovina la lucentezza dell’ottone; bastano 5/10 minuti durante i quali vanno spesso rimescolati (usando guanti di gomma). Poi basta risciacquarli e metterli ad asciugare: per questa operazione è sufficiente lasciarli a testa in giù per qualche giorno. Se si vogliono accelerare i tempi si possono lasciare al sole o, come qualcuno usa fare, metterli nel forno ben caldo (se le mogli sono d’accordo!). Un ottimo risultato si ottiene lucidando ogni singolo bossolo con un panno morbido imbevuto di Sidol (o altro lucidante per metalli) o passandoli sulla mola a spazzola; se si ha a disposizione molto tempo e pazienza sono i metodi più efficaci ed economici. Terminate queste operazioni, i vostri bossoli sono pronti per la fase successiva.

PUNTO 4 – POSIZIONAMENTO DELL’INNESCO.

Per inserire gli inneschi nella loro sede si può usare la pressa (se provvista dell’apposito accessorio) o un innescatore manuale. L’innescatore manuale consente di essere più rapidi, specie se si tratta di un modello dotato di piattino per l’alimentazione degli inneschi e di posizionarli in maniera migliore, in quanto il corto braccio di leva di cui sono dotati ci permette di avere una maggiore sensibilità durante questa operazione. Terminata l’operazione, controllate che tutti gli inneschi siano ben posizionati: ponete i bossoli su un piano (poggiati sul fondello) e fatelo vibrare; se qualche bossolo si muove vuol dire che l’innesco sporge e, quindi, deve essere inserito meglio. Se nell’inserire gli inneschi incontrate delle difficoltà a farli entrare nella loro sede, potreste avere a che fare con un lotto di bossoli che hanno la sede dell’innesco “crimpata”. Alcuni fabbricanti, infatti, dedicano questa attenzione anche ai bossoli civili. La crimapatura della sede dell’innesco viene solitamente realizzata sui bossoli militari per renderli maggiormente a tenuta stagna (è uno dei requisiti richiesti dalle specifiche militari). Se avete bossoli che erano stati crimpati dal fabbricante non sprecate inneschi (li rovinerete senza riuscire ad inserirli correttamente); procuratevi una fresetta manuale ed alesate la sede dell’innesco. Così facendo eliminerete la parte di metallo che impedisce l’inserimento dei nuovi inneschi. Con la sede resa conica, inoltre, l’inserimento del nuovo innesco avverrà sempre senza alcun problema. A questo punto, siamo pronti a riempire i bossoli di propellente. PUNTO 5 – DOSAGGIO DELLA POLVERE Quale e quanta polvere mettere nei vostri bossoli dipende da che calibro state ricaricando e dall’impiego cui sono destinate le vostre munizioni. Tenete presente che non sempre la cartuccia più prestante è anche quella più precisa, ma anzi, spesso è vero il contrario. Più velocemente il proiettile attraversa la canna, maggiori saranno le vibrazioni indotte nella stessa, che si possono tradurre in un allargamento della rosata (una rosata dispersa in senso verticale è solitamente sintomo di una anomala vibrazione della canna). Per trovare la cartuccia più precisa per la nostra carabina, anche in relazione alle distanze a cui intendiamo ingaggiare il bersaglio, non rimane che fare prove su prove per arrivare a determinare la giusta combinazione tra dose e tipo di polvere, innesco, palla e bossolo. Per dosare la polvere si possono usare dei semplici misurini o i dosatori volumetrici. Con i misurini si risparmiano soldi ma non certo tempo, mentre i dosatori volumetrici ci faranno risparmiare molto tempo. Quando si usano polveri con grano sferico (le ball powder), una volta tarato il dosatore, sarà facile ottenere dosi tutte uguali. Con le polveri lamellari o con granitura a cilindretti non sarà mai possibile ottenere dosi sempre uguali e sarà necessario pesare ogni dose. Una volta messa la dose sul piattino della bilancia, si aggiungerà la polvere necessaria per raggiungere il peso desiderato con il granulatore manuale (il powder dribbler). Il consiglio è quello di tenere i bossoli da riempire in un contenitore e, man mano che li riempiamo con la nostra dose di polvere, metterli nella basetta porta bossoli. Terminati di riempire tutti i bossoli, controllate che la polvere sia presente in ognuno (una cartuccia senza polvere potrebbe rappresentare un serio problema). Nelle cartucce per carabine il pericolo di doppia dose è scongiurato dalla volumetria della polvere; due dosi non entrerebbero nel bossolo e, quindi, ci accorgeremmo subito dell’errore. Ora non ci rimane che inserire i proiettili.

PUNTO 6 – INSERIMENTO DEL PROIETTILE

Siamo finalmente giunti all’ultima fase. L’inserimento del proiettile avviene per mezzo dell’apposito die; questo presenta una torretta interna regolabile che può essere spostata verso l’alto o il basso (avvitando o svitando la sua parte esterna) per determinare l’altezza finale della nostra cartuccia. Una cartuccia, infatti, può avere una lunghezza totale (quella che viene indicata come O.A.L.) molto variabile, che va dalla misura standard stabilita in ambito C.I.P. o SAMI (sono gli organismi internazionali che si occupano del controllo delle munizioni commerciali), fino al limite massimo accettato dalla nostra camera di cartuccia e, soprattutto, dal free bore della canna. Per darvi un’idea del range di variazione, basti pensare che la lunghezza CIP di un cal. 308 win. è di 67 mm, mentre in alcune carabine si riescono a camerare munizioni lunghe oltre 73 mm. Se si vuol usare il caricatore della nostra arma si è vincolati dalla dimensione standard della munizione, in quanto, se eccessivamente lunga, si potrebbero avere problemi di alimentazione. Per chi invece volesse ricercare la migliore precisione della sua munizione, accettando il fatto di dover alimentare manualmente la propria carabina ad ogni colpo, allora sarà possibile giocare sulla lunghezza della cartuccia fino a trovare quella che offra il rendimento migliore. Di solito, si ottengono i risultati migliori portando la parte cilindrica del proiettile quasi a contatto con la rigatura, annullando completamente lo spazio libero esistente tra la fine della camera di cartuccia e l’invito della rigatura (quello spazio che indichiamo come Free Bore). Ricordatevi sempre che in una cartuccia che annulla il free bore le pressioni interne all’atto dello sparo sono destinate ad aumentare rispetto alla stessa carica usata in una cartuccia più corta; ciò in quanto il proiettile trova subito la rigatura che ne frena il distacco dal bossolo e questo infinitesimale ritardo è comunque sufficiente ad innalzare le pressioni. Se avete intenzione di usare questa tecnica di ricarica, riducete la dose di polvere consigliata per la cartuccia che state allestendo. Per determinare la giusta altezza della cartuccia portate molto in alto lo spingipalla del die, inserite il proiettile sul colletto del bossolo (con i proiettili Boat Tail, ovvero con la coda rastremata, l’operazione si presenta semplice, mentre è molto più complessa con quelli Bavel Base, ovvero a base piatta, che non riuscirete ad inserire nel colletto ma solo a poggiarveli sopra, con il rischio che cadano mentre spingete in alto il pistone della pressa) e portate il pistone della pressa al punto morto superiore. La vostra palla è ora inserita. Misurate la lunghezza della cartuccia e, se troppo lunga, avvitate un po’ lo spingipalla e rimandate il bossolo nel die. Ripetete l’operazione fin quando non raggiungerete l’altezza desiderata. Di dies per posizionare la palla ne esistono di diverse tipologie e qualità. I migliori sono quelli che hanno la torretta di regolazione micrometrica e che allineano la palla prima di spingerla nel bossolo. Essi vi consentiranno di avere precisi riferimenti circa l’altezza del proiettile ed al tempo stesso vi permetteranno di avere munizioni con un ottimo centraggio assiale del proiettile rispetto al bossolo. Se non volete perdere troppo tempo per arrivare a capire qual’è la lunghezza della munizione che vi permetterà di portare il free bore a zero, esiste un metodo empirico che vi consente di capirlo rapidamente. Preparate un bossolo con un colletto non troppo ristretto, ovvero solo quel poco che basta per non far cadere la palla nel bossolo. Con il die inserite la palla solo quanto basta a trattenerla. Inserite questa finta cartuccia in camera e chiudete l’otturatore molto delicatamente, in modo da spingere la palla all’interno del bossolo ma non farla incastrare nella rigatura. Ora estraete delicatamente la cartuccia e misuratene l’altezza. Riducete quell’altezza di 0,1 o 0,2 mm ed avrete la lunghezza massima utilizzabile nella vostra carabina. Ora le vostre cartucce sono pronte e non vi resta che andare al poligono a provarle.

PUNTO 7 – VALUTAZIONI POST SPARO

Per capire se le nostre cartucce sono state ben realizzate è importante fare alcune osservazioni sui bossoli dopo aver sparato. Osserviamo innanzitutto il fondello: se sull’innesco sono presenti vistose craterizzazioni (cioè rigonfiamenti del metallo intorno al punto in cui ha battuto il percussore) o, peggio ancora, esso risulta bucato, vuol dire che le pressioni interne sono eccessive. Passiamo poi al colletto del bossolo: una sua eccessiva affumicatura stà ad indicare che le pressioni interne sono troppo basse. Sappiate che, specie nelle cartucce da carabina, una carica eccessivamente bassa potrebbe essere più pericolosa di una troppo elevata; questa potrebbe generare un ritardo di accensione con sviluppo di picchi pressori in punti anomali della canna, causandone gravi lesioni. Sarebbe sempre cosa ottima controllare anche la velocità di uscita dei nostri proiettili utilizzando un cronografo, per capire come si stà comportando la nostra ricarica; anche in questo caso, per ogni munizione, in relazione al peso di palla usato, esistono dei valori minimi e massimi di velocità che non dovrebbero essere superati. Infine, facciamo alcune considerazioni sulla rosata. Se questa fosse eccessivamente larga, magari anche con palle giunte sul bersaglio leggermente oblique, vuol dire che il proiettile non viene stabilizzato dalla rigatura. In tal caso è necessario cambiare peso o tipologia del proiettile (alcune rigature, ad esempio, stabilizzano palle Bavel Base ma non quelle Boat Tail, anche a parità di peso). Il caso in cui una rosata, seppur stretta, sia dispersa in senso orizzontale rispetto al punto mirato, potrebbe stare ad indicare che la palla esce dalla volata in presenza di vibrazioni anomale. Tutte le canne vibrano all’atto dello sparo, chi più, chi meno, anche in relazione al calibro sparato ed al diametro della stessa. In base al tempo di canna (ovvero quello impiegato dal proiettile per uscire dalla canna dopo l’accensione della carica di lancio), il proiettile dovrebbe uscire sempre nella stessa fase di oscillazione della volata, così da poter mantenere costante il punto d’impatto. Se ciò non avviene, si può provare ad intervenire modificando leggermente la carica di lancio, cercando di trovare il giusto tempo di canna per sincronizzarlo con l’onda di oscillazione della volata. Qualora, invece, la rosata risulti dispersa in senso circolare intorno al punto mirato, allora il fenomeno potrebbe essere dovuto al difetto di allineamento assiale del proiettile sul bossolo. In tal caso controllate le vostre cartucce con il comparatore e verificatene lo scostamento assiale; riducendo il valore di disallineamento il fenomeno si dovrebbe attenuare. Ricordatevi infine che i metalli sono tutti elastici e soggetti ad allungamenti e, quindi, anche i vostri bossoli, a furia di spararli e ricalibrarli, subiranno un leggero allungamento che, prima o poi, non li farà più rientrare in camera di cartuccia. Mantenete i vostri bossoli divisi per lotti, in base alla marca ed al numero di ricariche e controllatene periodicamente la lunghezza. Quando stanno per raggiungere quella limite è ora di buttarli o tornirli per riportarli alla loro lunghezza originaria (o anche un qualcosa in meno, così ne allungheremo la vita). Per fare questa operazione troverete in commercio appositi tornietti da banco manuali con relative frese; una volta accorciato con il tornietto il colletto, sarà necessario ripulire il suo interno dalle bave di metallo rimaste da questa operazione, utilizzando un Debording Tool (una fresetta manuale).

BUONA RICARICA E BUON DIVERTIMENTO A TUTTI