Long Range Italia a.s.d.

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CHIAREZZA SULLE TASSE CC.GG. DELLA LICENZA DA CACCIA
 
Erano anni che si dibatteva sull’esatta valenza delle tasse di Concessione Governativa dovute annualmente dai possessori della licenza di porto di fucile uso caccia.
Circa 10 anni fa, l’Area Armi ed Esplosivi del Ministero dell’Interno, all’epoca diretta dal dr. Giovanni Aliquò, pubblico una FAQ sul sito della Polizia di Stato, dove si sosteneva che, ai sensi dell’art. 8 del D.P.R. n. 641 del 26 ottobre 1962, anche il porto di fucile uso caccia diventa “inefficace” in caso di mancata corresponsione della tassa annuale.
La predetta norma, infatti, stabilisce in via generale che, per tutti gli atti per i quali sono dovuti dei tributi, sono inefficaci laddove questi non siano stati versati.
Secondo il compente ufficio ministeriale, quindi, questa norma trovava applicazione anche per i porti di fucile.
Questa interpretazione, tuttavia, non era unanimente condivisa; quanlche autorevole giurista aveva, infatti, sostenuto che, in caso di mancato pagamento delle tasse annuali, una licenza di porto di fucile uso caccia si trasformasse automaticamente in una licenza di porto di fucile uso tiro a volo, per la quale le tasse annuali non sono previste.
La “pietra filosofale” però può trasformare il piombo in oro, ma non un porto d’armi in un altro.
Diversi anni fa, per risolvere definitivamente la questione, venne proposto un “interpello” (ovvero una interpretazione autentica della norma) alla competente Agenzia delle Entrate, la quale, con una nota del 2011, confermò quello che era l’orientamento del Ministero dell’Interno.
Ma per strane ed incomprensibili logiche ministeriali, quella risposta dell’Agenzia delle Entrate, che avrebbe risolto una volta per tutte la questione, è rimasta sepolta fino ad oggi!
Solo pochi giorni fa, dopo che la Questura di Roma aveva segnalato per evasione fiscale un cittadino che aveva acquistato un’arma in altra provincia senza aver pagato le dovute tasse per il suo porto d’armi uso caccia, il Ministero dell’Interno si è deciso a ritirare fuori dal cassetto il predetto interpello ed a renderlo di dominio pubblico con la circolare che vi alleghiamo in copia (con annessa la nota dell’Agenzia delle Entrate).
Nella circolare si dice anche che usare il proprio porto di fucile senza aver corrisposto le tasse annuali non costituisce reato, ma solo una violazione amministrativa (va ricordato però, che qualsiasi “Abuso” del titolo può essere motivo per la sua sospensione o revoca).
Il Ministero, con l’occasione, stabilisce anche che il possesso del porto di fucile uso caccia non precludere la possibilità di richiedere anche quello per tiro a volo, interpretando così in maniera estensiva la norma del 1969 che aveva introdotto il titolo per uso sportivo, la quale sembrava, invece, voler precludere tale possibilità (ma all’epoca i due titoli erano molto simili, perchè anche la licenza da caccia era priva di tasse annuali). 

Per lil download della circolare: caccia