di Pierluigi Borgioni

La cartuccia calibro 45/70 è sicuramente una delle più “antiche” munizioni a bossolo metallico ancora oggi in produzione e sicuramente quella più diffusa tra tutte quelle nate per essere caricate con la polvere nera.cartuccia

La sua origine risale al 1876 e, come si può evincere dal nome che porta, monta una palla calibro 45, e, almeno nella sua configurazione originaria, era spinta da una dose di 70 grani di polvere nera.

Questa ben riuscita munizione contribuì notevolmente all’epopea della frontiera americana, trovando largo impiego sia nelle corte carabine Remington dell’esercito (da cui deriva la definizione di Government) che nei lunghi fucili Rolling Block e Sharp dei cacciatori, tutti, ovviamente (vista anche la dimensione della cartuccia e l’energia sviluppata, per l’epoca considerevole), a retrocarica monocolpo.

In campo venatorio, era affiancata da sorelle più lunghe e performanti, quali la 45/90, la 45/110, la 45/120 e la 50/90, ma queste non riscossero mai lo stesso successo della 45/70, tanto che nessuna di esse è ancora prodotta a livello industriale.

Nonostante l’età, sia la munizione che i fucili di modello coevo che la camerano sono ancora oggi un’ottima soluzione per le gare di tiro Long Range e “5 at 200”, ed i risultati lo testimoniano chiaramente; nell’ultima edizione del Long Range Shooting Days di Santa Severa (RM), abbiamo visto un fucile Sharp cal. 45/70 mettere tutti i 13 colpi in sagoma ai 500 m, mentre nelle gare di rosata sulla distanza dei 200 metri, raggruppamenti di 5 colpi nel M.O.A. sono frequenti (ma Pierangelo Pedersoli mi ha mostrato rosate inferiori al ½ M.O.A. realizzate con le sue armi in 45/70 negli U.S.A. ed in Germania) e tutte le prestazioni di cui vi parlo sono state ottenute con la polvere nera.

L’uso di armi replica in calibro 45/70 rappresenta oggi una buona scelta per cimentarsi in tiri sulle lunghe distanze; con costi decisamente più contenuti rispetto ad una moderna carabina con ottica, è possibile conseguire ottimi risultati balistici, con in più il fascino unico di rivivere, ogni volta che si va in piazzola, le emozioni della sfida di Creedmore.

Questa cartuccia, nata, come detto, per l’uso della polvere nera, riesce a fornire ottime prestazioni con questo fumoso propellente, mentre il caricamento con polveri senza fumo non sempre è facile.

Con bossoli di questa volumetria interna, infatti, qualsiasi propellente moderno risulta inadatto; si deve ricorrere all’uso di polveri molto vivaci e ad inneschi “magnum”, sempre, ovviamente, con l’uso di borra ed un deciso crimpaggio della palla.insieme

Con l’uso di ricariche realizzate con polvere nera, i pesanti fucili “replica” hanno un comportamento assolutamente ben gestibile, con un rinculo “pastoso” e mai fastidioso. Le ricaricare allestite con le polveri senza fumo, invece, risultano molto “nervose”, con un rinculo forte e deciso, che potrebbe dare seri problemi con le armi dotate di diottra montata sul calcio; personalmente mi sono procurato più di qualche graffio sul naso usando ricariche preparate con 50 grani di Vihtavuori N135 (è vero che non ho un nasino alla francese, ma vi assicuro che con la polvere nera non ho mai avuto problemi di questo tipo). Inoltre, con queste polveri, le pressioni di esercizio all’interno del bossolo sono decisamente più alte di quelle normalmente sviluppate dalle cariche con polvere nera e ciò, oltre a stressare maggiormente i bossoli, alla lunga potrebbe creare qualche problema agli estrattori dei fucili “replica”, non progettati per estrarre bossoli incollati alla camera a causa delle elevate pressioni interne; inoltre, neanche usando gli inneschi magnum e lavorando con canne da 32 pollici si riesce ad ottenere la combustione completa del propellente. Questo fenomeno è da attribuirsi, probabilmente, alle pressioni che si sviluppano nel bossolo e nella canna, decisamente inferiori a quelle per le quali queste moderne polveri sono normalmente destinate a lavorare.

Come detto, con la polvere nera si ottengono ricariche molto precise anche sulle lunghe distanze, stressando pochissimo l’arma, i bossoli e, non da ultimo, la spalla del tiratore.

Tuttavia, la polvere nera presenta a sua volta svariati “inconvenienti”. Le cartucce caricate a polvere nera, infatti, tendono a sporcare rapidamente la canna e la camera di cartuccia e, per mantenere una buona precisione delle armi ed evitare problemi di chiusura del blocco, richiedono frequenti interventi di pulizia (almeno ogni 5 colpi sarebbe raccomandabile). Questo potrebbe diventare un serio problema nell’uso agonistico, dove si ha a disposizione un tempo limitato per sparare i nostri colpi. Ricordo anche che, quando si spara a polvere nera, bisogna sempre avere l’accortezza di lavare al più presto i bossoli in acqua calda e sapone, se non vogliamo ritrovarceli completamente ossidati. Le ricariche preparate con la black powder, inoltre, non si possono certamente definire economiche, atteso che tale propellente ha un costo in linea con quello delle moderne polveri per carabina e che in ogni bossolo ne vanno messi almeno 55 grani.polvere

Quello che voglio qui suggerirvi rappresenta, invece, la “panacea” per tutti i mali sopra evidenziati, ossia una ricarica allestita con una moderna polvere a base di nitrocellulosa, dal prezzo molto contenuto, che sappia conciliare i vantaggi della polvere nera con quelli della polvere senza fumo.

La soluzione al problema, in vero, mi è stata data dall’amico Johndog (al secolo Giovanni Giancane), il quale a sua volta l’ha ricevuta da un frequentatore del suo forum, e risponde al nome di REX VERDE.

Si tratta di un propellente destinato alle cartucce a pallini da 36 grammi, prodotto in Ungheria dalla Nitrokemia, dalla ottima reperibilità sul mercato ad un prezzo decisamente contenuto.

Pur essendo destinata alle cartucce a pallini, questo propellente è da anni largamente usato nel mondo del tiro dinamico per la ricarica di cartucce da pistola destinate ad impiegare palle pesanti, quali il 45 ACP ed il 40 S.&W., ma va benissimo anche per le cartucce da revolver, quali 38 Sp. e 357 magnum.

Si tratta di una polvere a “singola base” che si presenta con grani lamellari molto grandi di colore verde; la forma dei grani le conferisce ampia volumetria ed una combustione molto progressiva, che consente di tenere basse le pressioni di esercizio.

Per il “nostro” 45/70 ho allestito delle ricariche con 19 grs di Rex Verde, accesi da un innesco Large Rifle magnum della CCI, per spingere una palla in lega da 540 grs. A dire il vero il peso della palla è solo presunto, in quanto la mia bilancia Hornady ha un fondo scala che arriva fino a 510 grs, per cui non mi è stato possibile accertare con esattezza il peso delle palle che realizzo fondendo della lega ternaria. Quindi, tenendo conto che il blocchetto fondipalle prodotto dalla Davide Pedersoli dovrebbe realizzare palle in piombo dal peso nominale di 540 grs, avendo io usato della lega ternaria, ricavata dalla fusione di palle per pistola recuperate in poligono, si può ritenere che il peso di queste palle si attesti intorno ai 525/530 grs.

Per quanto la nostra polvere sia voluminosa, certamente non è in grado, con una simile dose, di riempire questo grosso bossolo, per cui si rende necessario il ricorso al borraggio; personalmente ho usato la borra feltro da 1 cm della Pedersoli, trovandomi molto bene. Affondando completamente la palla, che richiede una decisa crimpatura anulare (stile revolver con palle in lega, per intenderci), la base del proiettile va a spingere la borra, che a sua volta comprime leggermente la polvere.

Ho provato queste cartucce su un fucile Pedersoli modello Sharp 1874, con canna da 30 pollici, restando stupito dal comportamento della ricarica.

Allo sparo, infatti, essa si comporta esattamente come una ricarica non esasperata allestita con polvere nera; il rinculo del fucile è molto morbido, assolutamente non fastidioso. Di contro, sia la canna che i bossoli rimangono perfettamente puliti. Le pressioni interne dovrebbero essere molto basse, e lo dimostra la facilità con la quale si possono ricalibrare i bossoli sparati.

Anche la precisione di queste ricariche si è dimostrata sorprendente. Abbiamo provato (io e Johndog) diversi colpi alla distanza di 130 m (purtroppo non avevamo a disposizione linee di tiro a distanze maggiori), con un fucile dotato solo di tacca di mira e mirino a palo. Pur non essendo gli organi di mira ideali per spremere il massimo della precisione di questi ottimi attrezzi da tiro a lunga distanza, siamo riusciti ad ottenere rosate più che discrete, con i 5 colpi contenuti in circa 10 cm, ma una serie di 3 colpi mi ha dato un raggruppamento di circa 3 cm, a dimostrazione che le potenzialità della cartuccia sono notevoli. Se poi si considera che ho usato per questa prova solo delle palle non certo di prima scelta (quelle buone me le conservo per la stagione agonistica), direi che questa economica cartuccia è ottima per allenamento, ma potrebbe dare anche belle soddisfazioni nelle gare di “5 at 200”.

Sono curioso, tuttavia, di sperimentarla anche nei tiri long range; non è escluso che possa sorprendermi anche ai 500 m.

Sarà mia cura tenervi informati sui risultati che si riusciranno a raggiungere in gara con questa ricarica.