Consigli per il tiro a lunga distanza

Di Laurent Smaniotto.

CONSIGLI PER IL TIRO A LUNGA DISTANZA

Quando si spara a lunga distanza é necessario l’uso di un telescopio di granda potenza non per vedere l’impato nella sagoma ma per vederlo fuori…molto importante per i primi tiri a queste distanze quando non si ha ancora l’alzo giusto e poi anche se siete esperimentati aiuta a stimare la deviazione consecutiva al vento.

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Nel sempre accogliente e confortevole contesto del poligono di Testa di Lepre (RM), si è svolto, nelle giornate di sabato 3 e domenica 4 ottobre, il 5° appuntamento stagionale con le gare di “five at 200” organizzate dalla nostra associazione che, come ben sapete, ha il diritto di sfruttamento in esclusiva di questo genere di manifestazioni ideate dalla Pedersoli.

La nota positiva di questa edizione, oltre all’ennesima bella giornata di sole che ci ha accompagnato, è rappresentata certamente dal grande entusiasmo dei partecipanti, il cui numero, anche qui nel Lazio, cresce costantemente ad ogni gara.

A farla “da padrone” è sempre la categoria della Open Production, che ha visto la partecipazione di ben 27 tiratori, con prestazioni che sono sempre in costante miglioramento. Ricordo sempre come 3 anni or sono, nel primo “Five at 200” disputato in Italia (fu in occasione del primo Long Range Shooting Days di Santa Severa), con una prestazione intorno al M.O.A. (ovvero circa 60 mm a 200 m) si poteva quasi ambire al podio, mentre oggi almeno la metà dei partecipanti è in grado di realizzare rosate nell’ordine del ½ M.O.A. . Questo dimostra la crescita del movimento e la sempre maggiore passione con la quale gli appassionati si avvicinano a questo sport.

Molto successo continua a riscuotere la disciplina del “L.R.I. Match”, nella quale tutti i concorrenti si sfidano utilizzando la stessa arma e le stesse munizioni; è la massima esaltazione della sportività, perché in essa nessuno può dire che chi lo ha battuto è solo perché aveva un’arma più performante della sua. È stato bello vedere come in tanti si siano cimentati nel tentativo di superare la prestazione ottenuta nella giornata di sabato da Parrotta Roberto, con continue battute, sfottò e “gufate” sulla linea di tiro, che hanno sortito il loro effetto, dal momento che nessuno dei partecipanti è riuscito a scendere sotto il muro dei 100,7 mm, misura che ha permesso al bravo tiratore locale di aggiudicarsi la gara. È anche opportuno ricordare che la gara si è svolta, anche stavolta, con la pistola TANFOGLIO mod. Raptor in cal. 223 (e colgo l’occasione per ribgraziare ancora una volta la ditta Tanfoglio per la loro cortese disponibilità), arma non certo facilissima da usare e sfruttare al meglio e, pertanto, la prestazione del vincitore deve essere considerata di tutto rispetto.

Delude un po’, invece, la scarsa risposta dei tiratori verso la neonata categoria “Caccia”, inserita per rispondere alle numerose richieste giunte per avere una categoria più facile ed economica rispetto alle Open, ma che poi, alla resa dei conti, sembra non riscuotere grande interesse. Speriamo che la partecipazione registrata in questa occasione sia dovuta solo alla concomitante apertura della caccia al cinghiale in Umbria. Personalmente sono convinto che questa possa, in futuro, costituire la categoria “entry level” per avvicinarsi al mondo del tiro di precisione, dove, con spese decisamente modeste (una carabina da caccia costa meno della metà di un fucile da tiro) si possono realizzare prestazioni di tutto rilievo (e lo dimostra la rosata da 38 mm realizzata sempre da Parrotta Roberto, che ha vinto anche questa categoria)

Dispiace constatare che ci sia sempre qualche tiratore troppo propenso alla polemica.

Il “Five at 200” è una disciplina sportiva nata essenzialmente per le armi a polvere nera, con le quali le rosate, per quanto strette possano essere (negli USA, sulla distanza delle 200 yard, si viaggia ormai nell’ordine del ½ M.O.A. anche con queste armi), non sono mai paragonabili a quelle che si possono ottenere con moderne carabine Open. Concentrando 5 colpi in pochi mm, tutti sullo stesso bersaglio, potrebbe facilmente accadere che uno dei colpi possa passare nello stesso foro di uno di quelli sparati in precedenza (anche se, in effetti, a me non è mai capitato). SE si dovesse sempre accettare per buona la dichiarazione del concorrente che asserisce (a ragione) di aver sparato 5 colpi su quel bersaglio, si finirebbe, inevitabilmente, con il dare spazio a facili furbizie. Se si accetta per buono il fatto che un colpo possa passare nel foro di un altro, allora anche due potrebbero farlo, ma se vale per due, allora potrebbe accadere anche per tre. Alla fine, ci sarebbe qualcuno che sarebbe tentato, dopo aver piazzato 2 o 3 colpi molto ravvicinati tra loro, dallo sparare i restanti fuori sagoma, per poi sostenere di averli fatti passare negli stessi buchi dei precedenti. Tra le mie esperienze nel mondo del tiro, vi sono anche 15 anni di tiro dinamico, durante le cui gare ho visto, centinaia di volte, tiratori di altissimo livello che, dopo aver fatto una “miss” (ovvero un colpo fuori sagoma), hanno poi contestato la decisione arbitrale, fino ad ottenere i due colpi, dando per scontato che erano riusciti a farli passare entrambi per lo stesso buco (secondo me, almeno con la pistola, certe cose accadono solo nel cinema) .

Ciò premesso, ci vogliano scusare quei tiratori che si sono sentiti defraudati della loro brillante prestazione (e che, comunque, figurano sempre nelle zone nobili della classifica); nessuno ha voluto danneggiarli per favorire altri.

Quanto accaduto sabato a Testa di Lepre potrà capitare altre volte e, almeno per quanto mi riguarda, credo che il metodo di giudizio dovrà rimanere questo, proprio per scoraggiare, in futuro, eventuali furbi (e non mi riferisco ai tiratori coinvolti in questa vicenda, che so essere non solo bravi, ma anche molto sportivi). Sapete tutti, poi, che nelle nostre gare le decisioni sportive vengono assunte da un collegio arbitrale composto da 5 elementi, per cui anche il parere del presidente, per quanto possa essere autorevole, lascerà sempre il tempo che trova.

Mi auguro solo che certi episodi, per quanto spiacevoli, non debbano mai essere motivo di polemiche o di attrito tra noi soci. Nelle nostre gare, oltre allo “sfottò” con con gli amici, non ci si gioca quasi nulla; i premi più sostanziosi in palio sono sempre posti a sorteggio.

A tale proposito, mi preme anche sottolineare che nelle nostre gare, ogni partecipante riceve un tagliando per partecipare all’estrazione dei premi ad ogni iscrizione che fa. È normale, quindi, che chi ha fatto la gara in ogni categoria, avrà molte più possibilità di essere sorteggiato rispetto a chi a fatto una sola iscrizione. In tali casi potrà anche capitare, come in effetti è successo anche in questa gara, che un singolo tiratore vinca più di un premio ad estrazione (se poi è fortunato come Paolo Quaranta non ne parliamo); questo deve essere considerato come parte del gioco.

Come associazione riteniamo giusto che chi più ha contribuito alla causa con le sue molte iscrizioni, possa essere in qualche modo ricompensato con l’esito dei sorteggi.

Da questa gara, inoltre, lanciamo un nuovo servizio per i visitatori del sito: per ogni gara pubblicheremo i dati relativi alle armi, munizioni e ottiche dei migliori tiratori di ogni gara, così che, chi si avvicina per la prima volta a questo sport, possa farsi un’idea su quali sono le armi e gli accessori più usati dai tiratori.

Nel ringraziare l’amico Simone Spagnoletti per la sua squisita ospitalità (tutti abbiamo avuto modo di degustare le sue ottime salsicce alla brace) e gli sponsor della manifestazione, in particolare le armerie DI CLAVIO e MASTER GUN di Roma, nonché la Prima Armi di Pinerolo, non mi resta che darvi appuntamento per il 23 e 24 ottobre a Santa Severa per il prossimo “B.di S.” (gli amici che erano con noi a Testa di Lepre sanno cos’è!).

Categoria Open Production

Poiese Paolo – carabina CZ mod. 750 – calibro 308 win. – ottica Zos 20x – palle Sierra M.K. 168 grs – polvere IMR 4320

Venezia Sergio – carabina Accuracy, mod. AW – cal. 308 win. – ottica Smid & Bender mod. PMII 3-12x – palla 167 grs – polvere Vit. N 140.

Millauro Roberto – carabina Sako mod. TRG 22, cal. 308 win. – ottica Leupold 8- 25x – palla 167 grs – polvere IMR 4330.

Rossi Massimiliano – carabina Remington mod. XB 40, cal. 308 win. – ottica Nightforce, mod. Nx 5 8-32x, polvere Vit. N 140, palla 190 grs.

Frigerio Ugo – carabina Tikka, mod. T3 Tactical, cal. 308 win. – ottica Leupold mod. VX-3 8-25x – palla 175 gr – Polvere Vit. N140.

Borgioni Pierluigi – carabina Savage mod. 12 Palma Match, cal. 223 rem. – ottica Leupold VX-3 6,5-20x, polvere PFL 19, palla Sierra M.K. 77 grs.

Categoria Open Custom

Boccini Carlo – carabina Remington 700-GAC, cal. 308 win., ottica S.& B. mod. PMII, 3-12x – palle 168 grs – polvere Vit. N 140

Bernini Vanni Paolo – carabina Remington 700-GAC, cal. 308 win, ottica Swarosky 6-24x, palle 167 grs – polvere Vit. N 140.

Categoria Retrocarica Storica

Giusti Gino – fucile Pedersoli Sharps 1874 cal. 45-70

Borgioni Pierluigi – fucile Pedersoli Sharps 1874 cal. 45-70

Circi Sandro – fucile Uberti High Wall cal. 45-90

Circi Bruno – fucile Pedersoli Sharps, cal. 45-70

Quaranta Paolo – fucile Vetterli mod. 1870 (originale), cal. 10,4

Bianchi Alessandro – fucile Pedersoli Rollin-Block, cal. 357 magnum.

Vista la grande richiesta dei tiratori della categoria Caccia abbiamo portato il limite di peeso della carabina compresa di ottica a 4,1 Kg.

Comunicazione ai Soci

Chi non avesse ancora ritirato la tessera è pregato di mandare una mail all’indirizzo info@longrangeitalia.it

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