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Report Gara S. Severa

Resoconto gara Long Range di Santa Severa 22/23 maggio 2010

Cari soci, nel commentare la prima gara di Long Range organizzata dalla nostra associazione, non posso che cominciare queste mie considerazioni porgendo a tutti le mie personali scuse per gli evidenti problemi organizzativi emersi, specie nella giornata di sabato.

Lo staff dell’organizzazione si è dimostrato inadeguato ed insufficiente a far fronte all’enorme impegno logistico che una gara di Long Range comporta, specie quando viene effettuata in un contesto molto problematico quale il poligono militare di Santa Severa.

La L.R.I. è ancora molto giovane e per crescere ha bisogno di tutto il vostro supporto e della vostra collaborazione; quanto accaduto in questa edizione deve servirci da esperienza per capire come risolvere certi problemi organizzativi, ma soprattutto dobbiamo riuscire a creare, anche grazie alla collaborazione di tutti voi, uno staff di persone che abbiano voglia di aiutarci a gestire gli eventi importanti.

Pertanto, chiunque di voi vorrà darci dei consigli per migliorare la nostra organizzazione o vuol dare la propria disponibilità a far parte dello staff dell’associazione, è il benvenuto.

Ma veniamo al commento sportivo dell’evento.

In questa edizione, il bellissimo poligono militare di Santa Severa ci ha offerto tutto il meglio delle difficoltà che una gara di long range può presentare, ovvero due calde giornate di sole che hanno contribuito a far evaporare la tanta acqua presente sul terreno, retaggio delle abbondanti piogge dei giorni precedenti, unite ad un vento costante e sostenuto, specie nella giornata di sabato. I concorrenti, quindi, hanno dovuto far i conti con una visibilità dei bersagli non certo ottimale e con un vento da Nord, Nord-Ovest (quindi che spingeva dalla destra dei tiratori verso la loro sinistra).

I risultati, specie nella giornata di sabato, ne hanno risentito; quasi tutti i concorrenti si sono ritrovati con rosate spostate verso la zona sinistra del bersaglio e non così strette come ne avevamo viste lo scorso anno.

Particolarmente in difficoltà sono stati i concorrenti delle classi “Avancarica” e “Retrocarica storica”, nelle quali solo un tiratore (l’esperto Faustini) è riuscito nella formidabile impresa di mettere a segno due colpi sul bersaglio a 500 m mentre nessuna palla sparata dai pochissimi che si sono cimentati sulla lunga distanza ha attinto le sagome a 900 m. .

Anche il campione francese Laurent Smaniotto, grande tiratore di avancarica ed ormai storico frequentatore del Long Range di Santa Severa, in questa edizione, nonostante i quattro tentativi, non è riuscito a mandare a segno alcun colpo sui bersagli (e per chi non c’era, vi ricordo che nelle precedenti edizioni aveva sempre mandato a segno tutti i suoi colpi, almeno alla distanza dei 500 m).

Anche i tiratori di ex ordinanza si sono trovati in difficoltà, anche per via dei bersagli a cerchi concentrici colorati che avevamo scelto di far usare anche a loro, nella speranza che la possibilità di vedere i colpi sul bersaglio li potesse aiutare nella collimazione; purtroppo, però, le condizioni di luce e l’umidità presente nell’aria non hanno consentito a nessuno di riuscire a vedere i propri colpi sul bersaglio, e ciò ha indotto l’organizzazione ad un rimedio in corsa, consentendo a chi ne faceva richiesta, di mirare sul classico bersaglio nero dell’avancarica, posto sopra quello di gara; ad onor del vero, questa soluzione non ha portato a grandi risultati, perché anche i concorrenti che vi hanno fatto ricorso non ne hanno tratto particolare vantaggio in termini di punteggio.

Questa gara è servita, tuttavia, a sfatare un luogo comune nel nostro ambiente, ossia quello in base al quale, in presenza di vento, nel tiro sulle lunghe distanze, i calibri “grossi”, quelli cioè con palle più pesanti, sarebbero avvantaggiati rispetto a quelli che usano palle leggere. Prestazioni alla mano, sembra vero l’esatto contrario. In gara, infatti, solo quattro tiratori hanno osato sfidare il vento con calibri .22; chi vi scrive ha usato un calibro 223 Rem. caricato con palle da 77 grs, gli amici Alberto Panza e Nicodemo Biondi hanno usato lo stesso calibro, ma caricato con palle da 55 grs, mentre Ugo Pelosi è andato in piazzola con una carabina Remington cal. 22-250, anch’essa caricata con palle da 55 grs. Ebbene, nessuno di questi tiratori ha sofferto il vento e tutti hanno realizzato rosate di ottimo livello. Personalmente, avendo tarato l’ottica in un momento in cui il vento era debole, andando sulla linea mentre soffiava un vento da maestrale abbastanza forte (eravamo oltre i 10-15 nodi), ho ritenuto opportuno doverlo compensare mirando sull’8 di destra; mal me ne incolse. Cos’ì facendo ho realizzato un’eccellente rosata di circa 10 cm, incentrata esattamente sul punto mirato.

I motivi di questi risultati credo abbiano una ragione tecnica ben precisa: i calibri piccoli è vero che hanno una palla più leggera, ma essa offre anche una minore superficie laterale al vento; inoltre la loro superiore velocità (la mia palla da 77 grs passava ai 500 m a 526 m/s, contro i 475 m/s fatti registrare lo scorso anno dalla palla da 175 grs del 308 win.) ne riduce il “tempo di volo” e, quindi, il vento ha meno tempo a disposizione per deviarne la traiettoria.

Sotto il profilo agonistico, è stata a dir poco avvincente la sfida della Open Production sulla distanza dei 900 m, dove, con la loro prova di rientro, effettuata nel tardo pomeriggio di domenica, con vento in leggero calo e luce migliore, due tiratori hanno realizzato una prestazione eccezionale, con 93 punti su 100. La vittoria è andata al medico della gara, Paolo Bernini Vanni, che ha usato un Sako TRG in cal. 338 Lapua Magnum, in virtù di una rosata più stretta (se cura i suoi pazienti con la stessa abilità con cui spara, siamo in ottime mani!), ma onore al merito va dato al bravissimo Sergio Grazioli, che la sua rosata da 93 punti l’ha realizzata sempre con un Sako TRG, ma in cal. 308, e con un “9” piazzato centrale a meno di un mm dalla linea di punteggio superiore. In campo motoristico sarebbe stata una volata al “foto-finish”. Da sottolineare anche l’eccellente prestazione ottenuta sempre da Paolo Bernini Vanni sulla distanza inferiore, dove ha realizzato l’unico 100/100 della gara; vale la pena ricordare che in questa edizione il “10” aveva il diametro di un M.O.A. e, quindi, pari a 15 cm.

Il vento e la luce non hanno, invece, infastidito i tiratori della disciplina del “Five at 200”, dove sono state registrate prestazioni di assoluto rilievo. Eccezionale è stata la rosata del “vincitore” della gara della Open Production, di soli 11 mm; essa è stata realizzata da una bella ragazza alla quale il concorrente iscritto alla prova ha prestato la sua carabina Sako TRG in cal. 308 per fare una rosata. Si trattava di una campionessa della disciplina del Bench Rest in 22, che però mai si era cimentata con tiri su questa distanza e con armi di questa tipologia, ma evidentemente “la classe non è acqua”.

Di grande successo sono state le gare della L.R.I. Match, disputate sia con arma lunga (una carabina Howa mod. 1500 Varmint , in cal. 223 Rem.) che con arma corta (la bellissima pistola Tanfoglio Raptor in cal. 223 Rem.), che hanno consentito a molti appassionati di avvicinarsi al mondo del tiro a lunga distanza. Un sentito ringraziamento va, quindi, alle ditte che ci hanno messo a disposizione le armi (l’armeria Dragone di Roma e la F.lli Tanfoglio di Gardone V.T.) e le munizioni (le nuove cartucce della linea match della Fiocchi), permettendoci di dar vita a questo evento, che speriamo di ripetere anche nelle prossime gare.

Un particolare ringraziamento deve andare a tutti coloro (pochi purtroppo) che con il loro lavoro manuale hanno permesso di approntare il campo di gara ed al Comandante del poligono, il T. Col. Mario Negretti ed ai suoi collaboratori che ci hanno supportato nell’organizzazione e ci hanno offerto la loro squisita ospitalità, nonché al Gen. Guicciardino, che oltre ad aver concesso l’autorizzazione per l’uso da parte nostra del poligono, ci ha anche concesso l’onore di intervenire direttamente sul campo nella giornata inaugurale dell’evento.

Ringrazio, infine, i nostri sponsor, che hanno contribuito a costituire il ricco montepremi della gara, e cioè, l’ANPAM ed il CNCN (Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni ed il Comitato Nazionale Caccia e Natura), la Prima Armi ( www.primarmi.it ), proprietaria del marchio Smart Reloader, Ugo Passalacqua di Milano distributore esclusivo di Otis, kit di pulizia armi e Raguzer per la seduta da tiro presente sul posto con il proprio funzionario commerciale Massimo Pasquali di Roma con Sergio Amori della Gruppo Seam Srl Con l’ Olio per Armi “ARMILUX” , le cantine vinicole della provincia di Benevento, i cui ottimi prodotti saranno degustati dai vincitori delle prove del “Five at 200” (la cantina WARTALIA (www.wartalia.com ), l’azienda agricola CAPUTALBUS ( www.caputalbus.it ), l’ azienda agricola VIGNE DI MALIES ( www.wartalia.com ), la società agricola CARLO DE LUCIA s.a.s. ( www.deluciavineyards.com ))

Non mi resta che ringraziarvi tutti per essere stati con noi e per la pazienza dimostrata di fronte ai numerosi contrattempi, nella speranza che i nostri sforzi siano comunque riusciti a farvi divertire e passare una bella giornata in riva al mare.

L’appuntamento è ora per fine ottobre, per una nuova edizione del Long Range, nella speranza che in tale occasione le cose vadano decisamente meglio.

Bersagli di Gara Long Range

Ciao !

Eccovi i bersagli di gara come da regolamento ! Le misure le trovate consultando il regolamento Ufficiale LRI !

Spero vi piacciano !

500 mt                                                                                                      1000 yarde

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