Un commosso saluto ad un GRANDE AMICO

Venerdì sera ha lasciato definitivamente la sua piazzola di tiro un nostro amico, socio della Long Range Italia sin dal primo minuto, che dopo un lungo e terribile confronto, ha perso la sua gara della vita contro un male spietato che lo affliggeva ormai da tempo.

Chi vi scrive ebbe l’onore ed il piacere di conoscere il dr. Domenico PARISI a dicembre del 1988. Io ero un giovane allievo Commissario appena entrato in accademia e lui il dirigente del Commissariato di P.S. Porta del Popolo, ed era il nostro istruttore di tiro.

La passione per le armi e per il mondo del tiro ci ha sin da subito legati ed accomunati e ricordo con immenso piacere le tante mattinate passate insieme a lui sulle linee di tiro della Sezione TSN di Roma a parlare delle armi più strane e rare; appena riusciva a trovare un po’ di tempo libero, veniva all’Istituto Superiore di Polizia, per passare un po’ di tempo ad ammirare i tanti pezzi rari lì accuratamente conservati dal nostro comune amico Francesco, l’armaiolo dell’Accademia di Polizia.

Da quei felici giorni, la nostra amicizia è sempre rimasta salda, anche se le vicende lavorative ci hanno, per anni, tenuti a distanza.

Fu un vero piacere, però, avere l’occasione di lavorare insieme a lui nel 2009, quando Mimmo (per amici e colleghi era solo così) entrò a far parte della Commissione Consultiva Centrale per il Controllo delle Armi, della quale io, all’epoca, ero ancora il segretario.

La sua naturale simpatia contagiò tutti gli austeri membri dell’organo consultivo del Ministro dell’Interno e con il suo avvento, finalmente, quelle grigie sedute, in cui si discuteva solo di cavilli tecnico/giuridici, si trasformarono in piacevoli giornate tra amici, in cui si rideva e scherzava, e tra una battuta goliardica ed un aneddoto professionale, si catalogavano anche le armi comuni.

Non si poteva non volergli bene; era un amico con tutti, sempre con il sorriso sulle labbra, pronto a ridere e scherzare in ogni momento e capace di sdrammatizzare ogni situazione.

La Long Range Italia nacque proprio durante quelle sedute della CCCCA. Io e lui rimanevamo sempre affascinati nel sentire il comune amico Pierangelo Pedersoli che ci raccontava delle gare di Long Range che si disputavano negli USA, dove le sue armi la facevano da padrone nelle categorie dedicate alla polvere nera, tanto cara agli appassionati americani; ci raccontava anche del suo amico e collaboratore Dick Trenk, forse il più grande esperto di polvere nera di tutti i tempi, e del grande successo che stava incontrando oltre oceano la nuova disciplina che egli aveva ideato e della quale la ditta Pedersoli aveva registrato il marchio, ovvero il “Five at 200”. Fu in uno dei tanti pranzi di lavoro che seguivano alle riunioni della Commissione, che decidemmo di dare vita ad un’associazione sportiva che avesse quale suo scopo quello di far conoscere anche in Italia il tiro sulle lunghe distanze e la nuova specialità del “Five at 200”.

Quando ci riunimmo in un albergo romano, nei primi giorni del 2010, per tenere l’assemblea istitutiva della Long Range Italia, Mimmo era lì con noi, e fu tra coloro che, per acclamazione, mi vollero quale primo presidente della neonata Associazione Sportiva Dilettantistica.

Abbiamo iniziato a muovere insieme i primi passi nel mondo del tiro con la polvere nera, grazie anche al sostegno del comune amico Pierangelo, ed abbiamo dato vita ad avvincenti sfide sportive, insieme agli altri pionieri del tiro con la polvere nera, che con noi hanno voluto condividere il piacere di respirare l’acre fumo sprigionato dalla lunga canna di uno Sharp, dopo che in essa sono stati bruciati circa 70 grani di Svizzera n. 2.

Sono stati momenti molto belli della nostra vita, dove spensierati giravamo da un campo di tiro all’altro alla ricerca della rosata perfetta, quella che avrebbe fatto morire dall’invidia Alex e Roberto, gli amici rivali di sempre. Ricordo le ore passate insieme a parlare di leghe di piombo e blocchetti fondipalle, scambiandoci consigli su come realizzare la palla perfetta che ci avrebbe permesso di vincere la prossima gara.

Per lui, il suo Pedersoli Sharp 1874 Sporting in cal. 45/70, era come una bella donna, da coccolare e corteggiare per ottenerne il massimo.

Ma in quei primi tempi della sua agognata pensione, che aveva sempre atteso con ansia, desideroso di usare il tempo libero che il lavoro gli aveva sempre negato per coltivare le sue tante passioni, Mimmo aveva già iniziato un’altra dura gara, quella contro il male che lo stava aggredendo.

Le sue apparizioni sui campi di gara iniziarono a farsi sempre più sporadiche, ma appena le condizioni di salute, negli intervalli tra un ciclo di Chemioterapia e l’altro, glielo permettevano, Mimmo era lì con noi.

Anche quest’anno, nonostante fosse ormai consapevole che la sua battaglia personale volgesse al termine e che la sconfitta fosse inevitabile, ha trovato il modo di passare due giornate con noi sui campi di tiro; il suo coinvolgente sorriso non era più quello dei tempi migliori ed anche lo spirito goliardico si era affievolito dopo anni di lotta, ma la passione per le armi era rimasta sempre la stessa.

La sua battaglia si è conclusa nella serata di venerdì 27 ottobre, quando, dopo anni di lotta, il suo fisico si è arreso.

Chi ti ha conosciuto non potrà mai dimenticarti e la tua travolgente e contagiosa allegria rimarrà sempre viva nei nostri ricordi.

Sono sicuro che anche da lassù continuerai a coltivare la tua grande passione per le macchine termo balistiche ed a seguire gli amici di tante sfide sportive sui campi di tiro, per respirare con loro un po’ di fumo di polvere da sparo.

Ci mancherai grande Mimmo!

 

Buon viaggio amico mio….. Ugo