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Long Range Italia a.s.d.

Long Range Italia a.s.d.

 

La LONG RANGE ITALIA si fa onore anche ai Campionati Mondiali di F-class.

Nella settimana di ferragosto si sono tenuti ad Ottawa (Canada) i campionati mondiali di tiro sulle lunghe distanze, categoria F-Class.

Numerosissimi i tiratori, provenienti  da ben 13 diverse nazioni, in gara nelle due  categorie ammesse alla competizione, ovvero la FTR, riservata ad armi nei soli calibri 308 Winchester e 223 Remington e la Open, dove possono partecipare carabine in tutti gli altri calibri, purchè non superiori al .30.

Per la prima volta nella storia di questa competizione, si è registrata la partecipazione di una squadra nazionale italiana, evento questo che consentirà, in futuro, al nostro Paese di sedersi tra i membri del consiglio della federazione mondiale. I nostri tiratori iscritti a questo mondiale sono stati 10, divisi tra le due categorie, ed hanno dovuto fare i salti mortali per comporre un’unica squadra; il regolamento internazionale, infatti, prevede che ogni squadra sia composta da 8 tiratori, ma noi non avevamo tutti i partecipanti nella stessa categoria. Così, per poter consentire all’Italia di avere una sua rappresentanza, 3 dei nostri tiratori della categoria Open hanno accettato di sparare nella FTR, utilizzando armi e munizioni prestate loro da altri connazionali.

La manifestazione canadese univa alla prova di Campionato del mondo anche quella del loro campionato nazionale ed i nostri, per acquisire maggiore esperienza possibile, visto che in Italia nessuno può praticare con continuità questa disciplina sportiva, oltre che cercare di carpire tutti i segreti del campo di gara, si sono iscritti ad entrambe le prove, cosa che ha comportato lo sparo di oltre 550 colpi nei 3 giorni di gare.

Nessuno ha potuto portare da casa un così ingente numero di cartucce, e così si sono dovuti ingegnare per caricarle in loco. Prima della gara avevano spedito ad Ottawa i loro bossoli già ricalibrati e le palle, insieme alle pressette manuali ed alle bilancine di precisione; poi, in loco, hanno acquistato polveri e inneschi. Così, ogni sera, dopo una estenuante giornata di gara, dovevano passare ore a preparare le cartucce per le prove del giorno successivo.

Bellissimo il campo di gara canadese, con prati verdi a perdita d’occhio; le condizioni climatiche sono state l’ideale per questo sport, con temperature intorno ai 22/23 gradi, cielo prevalentemente sereno e vento debole e costante.

Nonostante la temperatura non eccessivamente calda, l’umidità presente nel manto erboso del campo era tale da creare un effetto miraggio. Per noi tiratori “maccheronici”, l’effetto miraggio rappresenta la peggior condizione che si può trovare su un campo di tiro, ma i nostri in Canada hanno appreso dai concorrenti statunitensi e canadesi che esso può rappresentare un grande aiuto nelle prove sulle lunghe distanze. Infatti, in presenza di vento debole, non sempre le bandiere segnavento sono in grado di evidenziarlo correttamente, causa il loro peso e l’inerzia, mentre l’aria si muove! Ora, quando si spara a 900 m di distanza, anche una bava di brezza (e parliamo di circa 2 m/s di vento) è in grado di spostare la traiettoria della palla in volo verso il bersaglio di quel tanto che basta per farla uscire dal centro, ed in una competizione di questo livello un punto perso significa aver gettato via la gara! I tiratori nord americani, sicuramente i più esperti al mondo, hanno così sviluppato una tecnica che, proprio grazie all’effetto miraggio, consente loro di percepire e valutare anche questa minima presenza di vento, per dare alle loro ottiche le giuste correzioni.

Addirittura, le squadre più blasonate, avevano sulla linea di tiro il loro “wind coach”, che doveva tenere sotto controllo l’intensità e la direzione del vento, indicare ai tiratori le giuste regolazioni della torretta e, se le condizioni mutavano repentinamente, far cessare loro il tiro, in attesa che si ristabilissero le condizioni migliori. Ci hanno raccontato i nostri che ogni team aveva a sua disposizione 45 minuti per far completare una prova a tutti i suoi tiratori. Durante una di queste, il vento non era stabile, ed il wind coach della squadra U.S.A. ha deciso di tenere fermi tutti i suoi per ben 25 minuti, in attesa di un miglioramento delle condizioni di vento: nei successivi 20 minuti tutti i tiratori degli U.S.A. si sono alternati in piazzola per completare la loro gara a tempo di record. Questo ci fa capire quanto sia importante, in questa disciplina sportiva, conoscere le condizioni del campo di gara e l’influenza del vento sul risultato. Il vento in se non rappresenta un problema per il tiratore esperto, purchè però sia costante.

Il regolamento di questa manifestazione mondiale prevedeva tre giorni di gare; in ogni giornata si disputavano 2 o 3 prove, per un totale di 8, sulle distanze dei 700, 800 e 900 metri. Ogni singola prova aveva una sua classifica ed una sua premiazione. In più, per ogni giorno di gara, si aveva una classifica aggregata, che teneva conto dei punti complessivamente realizzati nelle tre prove della giornata. Infine, vi era una classifica finale, individuale ed a squadre, che teneva conto del totale di punti realizzati in tutte le 8 prove (anche se, da quanto risulta sul sito ufficiale della manifestazione, due delle tre prove in programma il primo giorno di gare, sono state annullate). 

Nella rappresentativa italiana in gara in questo mondiale vi erano anche nostri soci, che hanno portato oltre oceano il nome della Long Range Italia, associazione che, per prima in Italia, ha creduto nella popolarità di una disciplina sportiva così complessa e difficile come il tiro sulle lunghe distanze.

Tra i tiratori italiani presenti in questa edizione canadese del campionato mondiale della specialità, infatti, figuravano due nostre buone conoscenze, Paolo Bernini Vanni, consigliere della LRI, vincitore delle prove sulle 1000 yard organizzate dalla nostra associazione ai suoi albori, nel lontano 2010, in quel del poligono militare di Santa Severa (RM), e Giuseppe Cavallo, vincitore di diverse prove di Five at 200 (lo ricordiamo mattatore dell’ultima edizione del Trofeo Dick Trenk, dove vinse tutte e 4 le categorie a cui era iscritto!).

In particolare, Giuseppe Cavallo si è messo in mostra cogliendo, nella prima prova disputatasi il lunedì, terzo ed ultimo giorno di gara un prestigioso 5° posto nella categoria FTR sulla distanza delle 900 yard, con un punteggio di 98 punti su 100, con 9 V (sono le mouche di queste competizioni), in una gara vinta da un altro italiano, Gianfranco Zanoni, autore di un eccezionale 100/100 con 12 V, al quale, ovviamente, vanno le nostre più sentite congratulazioni.  Nella stessa prova, il nostro Paolo Bernini Vanni si è classificato al 24° posto, con un 97/100 e 5V, mentre al 33° posto troviamo Devid Canal, con 96/100 e 7V, ed al 44° posto Luigi Zago, anch’egli con 96/100 e 4V. Considerando che i tiratori in gara erano 208, con larghissima rappresentanza dei padroni di casa e dei mostri sacri della specialità statunitensi, australiani e sudafricani , bisogna dire che il nostro Paese è stato più che degnamente rappresentato.

I nostri tiratori si sono distinti anche nella classifica aggregata della terza giornata di gare (dove, come detto, si sommano i punti ottenuti  nelle varie prove disputatesi in quel giorno), grazie al 16° posto di Paolo Bernini Vanni ed al 17° di Gianfranco Zanoni.

Come potete notare scorrendo le classifiche delle singole gare, il rendimento dei nostri è salito costantemente, a dimostrazione di quanto, in questa tipologia di gare, sia importante la conoscenza del campo di gara e l’esperienza.

Nella classifica finale individuale, i nostri hanno dovuto pagare lo scotto del loro inizio sottotono che, ovviamente, ne ha penalizzato la prestazione complessiva. Il migliore dei nostri è stato Devid Canal, che ha chiuso con un eccellente 21° posto assoluto il suo mondiale; lo segue da vicino Gianfranco Zanoni, piazzatosi al 25° posto. Il nostro amico Paolo Bernini Vanni chiude il suo primo mondiale all’83° posto.   

Ovviamente la nostra squadra nazionale ha occupato il fanalino di coda nella classifica a squadre, dove a penalizzarla non è stato certo il valore dei tiratori in campo, quanto la scarsa esperienza in questo genere di manifestazioni ed il loro esiguo numero: basti pensare che persino la rappresentativa dell’Ucraina era ben più numerosa della nostra.

Tuttavia, se consideriamo che questa difficile disciplina dello sport del tiro a segno si pratica in Italia da meno di 10 anni, che non disponiamo di impianti permanenti dove allenarsi e gareggiare regolarmente, che non esiste una Federazione sportiva nazionale che supporti i nostri atleti e che le nostre industrie, benché possano tranquillamente dire la loro in questo settore a livello mondiale, non si sono mai attivamente impegnate nel promuovere e sostenere il nostro sport, possiamo tranquillamente affermare che l’esito di questo mondiale di Ottawa è stato un vero successo per i colori italiani.

Come Long Range Italia ci congratuliamo con tutti i nostri connazionali presenti a questa importantissima manifestazione, augurandoci che alla prossima ce ne possano essere molti di più, magari vestendo i colori di una federazione nazionale.

Per chi volesse notizie più approfondite sulla competizione, le può trovare sul sito ufficiale della stessa: https://www.2017fcwc.ca