Seleziona una pagina
Long Range Italia a.s.d.

Long Range Italia a.s.d.

 

Non vanno denunciate le munizioni consumate entro le 72 ore

 

Dall’entrata in vigore del Decreto Legislativo 204 del 2010, che tra le varie modifiche apportate all’ordinamento vigente in materia di armi era anche intervenuto sull’articolo 38 del TULPS, stabilendo che la denuncia di detenzione di armi, munizioni ed esplosivi va presentata entro le 72 ore successive all’acquisto e non più “immediatamente”, come era previsto nel testo originario, avevamo detto che, a nostro parere, non era più necessario assolvere a tale onere per le munizioni che venivano tutte consumate prima della scadenza del termine indicato.

La ratio della legge, infatti, appare molto chiaro: il suddetto obbligo deve consentire all’Autorità di P.S. un controllo su quei materiali considerati pericolosi, detenuti dai cittadini.

Appare evidente, pertanto, che se entro il termine fissato dalla legge tale materiale non è più detenuto, perché nel frattempo consumato dall’acquirente, viene meno il dovere di farne denuncia all’Autorità, che non avrebbe più nulla da controllare. Ciò che vale per le munizioni, sarebbe applicabile anche per gli esplosivi e gli artifici pirotecnici, laddove usati dall’acquirente nei tre giorni successivi all’acquisto.

Ovviamente il suddetto ragionamento non potrebbe trovare applicazione per le armi, perché comunque la denuncia è necessaria per cederle a terzi e per tracciarne il movimento sul territorio nazionale; teoricamente la previsione normativa sarebbe valida anche per le polveri da caricamento, ma appare difficile trovare una plausibile giustificazione per un consumo così importante in così poco tempo (a spanne, con un kg di polvere si possono realizzare 4000 cartucce da pistola o 400 da carabina, che con un uso strettamente personale sono difficili da consumare in tre giorni, ma se qualcuno lo facesse, e potesse dimostrare di averlo fatto….perchè no!).

Tuttavia, quello che era solo il nostro pensiero, anche se non lo sapevamo, aveva trovato conforto nelle massime della Suprema Corte di Cassazione.

Dobbiamo ringraziare l’amico Pierangelo Tendas, giornalista di Gunsweek.com, che è riuscito a scovare il testo della sentenza n. 25597 del 2013, che ha stabilito proprio il principio sopra esposto.

In effetti questa sentenza, all’atto della sua pubblicazione, non ha avuto particolare eco mediatico, segno evidente che la questione risulta pacifica tra tutti gli addetti ai lavori. La Suprema Corte, infatti, si è dovuta pronunciare solo per porre rimedio a quella che sarebbe apparsa come una palese ingiustizia: nel caso di specie, l’intervento del giudice estremo si è reso necessario per cancellare una sentenza che aveva condannato un cittadino (per giunta ad una multa di valore irrisorio) per delle munizioni calibro 22 L.R., acquistate nel 2008 e mai denunciate perché subito usate in poligono, ma siccome la legge dell’epoca imponeva la denuncia immediata, non vi era dubbio che il reato fosse stato commesso (ma teoricamente all’epoca lo abbiamo commesso tutti, perché per quanto celeri si potesse essere nell’andare a fare la denuncia, nessuno vi sarebbe potuto andare “immediatamente”!). Pertanto, il principio sancito con questa sentenza, non è servito a dirimere un dubbio interpretativo, compito a cui solitamente è chiamata la Suprema Corte, ma solo a consentire l’applicazione dell’istituto giuridico del “favor rei”, giudicando l’imputato con la norma a lui più favorevole, anche se entrata in vigore solo dopo la commissione del reato.

Con l’occasione, ricordiamo anche, visto che spesso ancora ci giungono su questo sito quesiti sull’argomento, che oltre alle munizioni acquistate e consumate entro le 72 ore, non vanno denunciate le munizioni consumate e reintegrate entro tale termine. L’art. 58 del Regolamento del TULPS, infatti, impone al cittadino di comunicare all’Autorità di P.S.  ogni variazione inerente le armi, munizioni ed esplosivi detenuti; pertanto, ogni volta che si va in poligono o a caccia e si sparano tutte o alcune delle cartucce in denuncia, si avrebbe l’obbligo, sempre entro le fatidiche 72 ore, di comunicare, con apposita denuncia, la diminuzione delle cartucce detenute. Poi, quando queste verranno reintegrate, perché se ne acquistano di nuove o si ricaricano quelle sparate, vi sarebbe l’obbligo di andarle a denunciare. Sulla questione, tuttavia, era intervenuta la circolare del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del 7 agosto del 2006, che ha stabilito che non vi è l’obbligo di procedere ad una nuova denuncia per quelle munizioni che vengono acquistate o ricaricate per sostituire quelle consumate (reintegro), dando per scontato, quindi, che non vi è neanche l’obbligo di denunciare l’avvenuto decremento.