Long Range Italia a.s.d.

Long Range Italia a.s.d.

 

SABATTI 6,5×47 Lapua

sabatti

Delle armi prodotte dalla nota azienda gardonese ci siamo già occupati sulle pagine di questo sito. In questa nuova occasione, tuttavia, siamo particolarmente orgogliosi di dar conto, non tanto di una nuova realizzazione di questo produttore, quanto piuttosto del nuovo corso intrapreso dalla ditta che, come avremo modo di illustrarvi, coinvolge in qualche modo anche la nostra associazione.

Le carabine della SABATTI sono sempre state delle buone armi e rappresentano un ottimo compromesso tra la qualità offerta ed il prezzo d’acquisto.

Il fabbricante italiano, tuttavia, non godeva di ottima reputazione per quanto concerne, invece, la costanza di rendimento qualitativo delle proprie carabine e, negli ultimi tempi, una partita di percussori dalla tempera errata ha dato qualche piccolo problema sulle carabine da tiro ad azione corta (ma mai nessun problema di  affidabilità meccanica ha interessato le carabine della linea da caccia).

Sentendo parlare i tiratori che usano le armi gardonesi, infatti, sarà capitato anche a voi di ascoltare commenti entusiastici circa le qualità delle carabine italiane, mentre altri, pur avendo un’arma identica, ne erano rimasti un po’ delusi. Altro limite delle armi Sabatti era rappresentato dalla totale assenza di componentistica “after market” loro dedicata: per le basi dell’ottica, ad esempio, il fabbricante gardonese usa le stesse forature di Remington, per cui si poteva attingere alla vasta produzione dedicata a questo fabbricante; se però si voleva una base inclinata (quindi, in un sol pezzo), quelle per i fucili americani non potevano adattarsi, per via della diversa lunghezza dell’otturatore. L’unica soluzione percorribile, quindi, era adattare una base Remington, sfruttando i fori che combaciavano e praticandone di nuovi per adeguarla alla lunghezza delle azioni di Sabatti.

Tutto questo, finalmente, è diventato retaggio del passato e l’azienda gardonese, capitanata dall’ing. Emanuele Sabatti, ha imboccato un nuovo corso produttivo, frutto di un drastico cambiamento di mentalità.

Questa storia ha inizio due anni or sono, durante il I° Trofeo EXA di “Five at 200”. In quella gara, il nostro pluricampione Gaetano Brancato, vinse un buono acquisto per una carabina Sabatti. Il giorno dopo lo accompagnai personalmente in fiera per presentarlo al titolare dell’azienda, per renderlo edotto del fatto che, da lì a breve, una delle sue carabine sarebbe stata usata da uno dei più forti tiratori in circolazione e, con un pizzico di orgoglio, anche un nostro socio.

Gaetano Brancato

Gaetano Brancato

In quella occasione il nostro Gaetano ordinò una carabina da tiro in calibro 222 rem (di cui vi abbiamo già parlato in queste pagine), che da lì a breve gli venne consegnata.

Meticoloso e puntiglioso qual è, il campione siciliano cominciò a fare ogni genere di prova con la sua carabina, mettendo a nudo alcuni suoi limiti ed alcuni difetti di realizzazione. Ma Gaetano è tipo che non demorde facilmente; fin dove possibile si diede da fare in prima persona per migliorare il rendimento della sua arma, ma per quegli aspetti sui quali non avrebbe potuto intervenire, non si arrese, ma anzi, cominciò a tormentare l’ing. Sabatti, per vederli risolti dalla casa madre. Iniziò una lunga serie di pellegrinaggi mistici da Ravanusa (RG) a Gardone Val Trompia (BS), per i quali l’AGIP e la società Autostrade ancora ringraziano, per convincere i vertici della casa produttrice delle sue ragioni: ed a quanto pare ci è riuscito!

Egli mostrò ai vertici dell’azienda gardonese di quanto fosse migliorata l’arma dopo i suoi interventi di accuratizzazione ed illustrò le sue teorie su quanto ancora si potesse fare per migliorare ulteriormente la qualità del prodotto.

Fu così che l’ing. SABATTI si convinse di avere a che fare non solo con un grandissimo tiratore, ma soprattutto con una persona che di meccanica e di ricarica se ne intendeva moltissimo, e decise così di avvalersi costantemente della collaborazione del tiratore siciliano per sviluppare le proprie carabine da tiro.

Da quel momento in poi, Gaetano Brancato ha cominciato a testare tutti i nuovi prodotti dell’azienda gardonese, sviluppandone le ricariche più appropriate, mettendone alla prova l’affidabilità e valutandone i miglioramenti in termini di precisione.

La Sabatti, dal canto suo, ha fatto tesoro dei consigli del suo “collaudatore”, introducendo nella sua produzione tutte quelle piccole migliorie che man mano il nostro campione ha suggerito loro; anche sotto l’aspetto dell’after market l’azienda gardonse ha fatto quel salto di qualità che tutti si auspicavano, rendendo oggi disponibili sul mercato tutta una serie di accessori dedicati alle sue carabine da tiro.

Gaetano Brancato

Gaetano Brancato

Possiamo quindi affermare che dopo l’incontro tra Sabatti e la Long Range Italia, oggi sono disponibili, per tutti gli appassionati, delle carabine da tiro di una qualità decisamente superiore al passato e, cosa importantissima, che in Italia nessun produttore aveva mai fatto ma che negli U.S.A. è prassi abituale da decenni, il cliente Sabatti oggi potrà immediatamente disporre del bagaglio di esperienze accumulate dal campione della L.R.I.. Gaetano Brancato, infatti, nel testare le armi messe a sua disposizione dall’azienda gardonese, va alla ricerca delle migliori ricariche per le diverse distanze sulle quali è impegnato agonisticamente (nel 2013, vi ricordo, ha vinto 3 titoli nazionali LRI sulla distanza dei 200 m, nonché il titolo regionale siciliano sui 300 m e gare LRI a 100 e 300 m); le sue esperienze vengono poi trasmesse all’azienda che, a sua volta, le passa al cliente dell’arma.

Sembra poco, ma posso assicurarvi che è un servizio di fondamentale importanza. Molte volte, trovare la ricarica giusta per far rendere al meglio una carabina, può richiedere diverse prove e, se non si ha molto tempo libero da passare in poligono, la ricerca della ricetta migliore potrebbe farci perdere numerosi mesi. Avere già una buona base di partenza su cui cominciare a lavorare è un vantaggio non indifferente. Personalmente ricordo che quando acquistai la mia Savage Palma Match, trovai nella confezione un bersaglio con una rosata di prova e la ricarica con cui era stata effettuata; partendo da quella indicazione mi ritrovai tra le mani un’arma subito in grado di dare il meglio di se e di regalarmi, sin dalla prima gara, grandi soddisfazioni. Senza quella preziosa informazione avrei impiegato mesi per trovare una ricarica vincente ed avrei gettato via una stagione di gare. Acquistare un fucile già sapendo come fare la munizione per ottenere da esso il massimo rendimento è un servizio preziosissimo, che vi farà risparmiare tempo e denaro.

Questa sua attività di collaudo Gaetano Brancato l’ha già effettuata per la Rover Tactical in cal. 222 e per questa in cal. 6,5×47 Lapua con canna radiale, di cui vi andiamo a rendere conto in questo articolo, ed a breve si accinge ad intraprendere lo stesso lavoro sulla Tactical F in cal. 308 win. con canna radiale.

Tutti gli appassionati sanno che il calibro 6,5×47 è stato sviluppato dall’azienda finlandese Lapua e nasce proprio come dedicato al tiro di precisione sulle distanze medie; fino ai 600 m ha un rendimento eccezionale, ma anche sulle 1000 yard riesce ancora a farsi valere. Esso nasce come sviluppo di un calibro già molto noto per la sua precisione intrinseca, ovvero il 6,5×55 m Swedish (la cartuccia del mitico Carl Gustaf dell’esercito svedese). Come tutte le munizioni di fine ‘800, anche questa aveva un bossolo di grande volumetria, caratteristica necessaria con le polveri dell’epoca (balistite e cordite). I grani di queste polveri erano costituiti da cilindretti forati, abbastanza grandi. Per inserire la giusta dose, il bossolo doveva aveva una grande capienza interna. Non è un caso se tutte le munizioni di quell’epoca avevano bossoli molto lunghi. Le polveri moderne, invece, grazie all’uso di “flemmatizzanti” chimici, hanno una volumetria decisamente inferiore e, quindi, non sono più in grado di riempire adeguatamente quei bossoli. La regola aulica della ricarica vuole che, per garantire una giusta combustione, la polvere debba riempiere il bossolo fino alla spalla. Se il livello della polvere è più basso, si avrà una combustione non ottimale e, quindi, meno costante. Alla Lapua, pertanto, hanno pensato bene di rendere moderna la mitica cartuccia svedese, mantenendone inalterate le caratteristiche principali, ma accorciando di ben 8 mm il bossolo (in pratica la stessa operazione che fece la Winchester sviluppando il 308 sulla base del 30-06). La moderna cartuccia, quindi, mantiene lo stesso colletto, la stessa spalla, lo stesso fondello della 6,5×55, ma con il bossolo più corto e la tasca per l’innesco che ora è small e non più large. L’innesco small è certamente più appropriato per accendere dosi di polvere nell’ordine dei 33-39 grani e qualcuno sostiene che il suo dardo di fiamma più concentrato rispetto ad un large sia più adatto ad accendere la carica di lancio nei lunghi bossoli delle carabine (ma questa teoria è tutta da dimostrare). Da questa intuizione è nata un’ottima cartuccia moderna da tiro (ma che può dare grandi soddisfazioni in campo venatorio), che consente ai fabbricanti di armi di camerarla  su azioni corte, a tutto vantaggio della rigidità della chiusura e rapidità di alimentazione (fondamentale in armi da caccia). Tuttavia, chi si è già cimentato nella sua ricarica, si sarà anche reso conto che questa munizione è abbastanza ostica da far rendere al meglio. Questo è uno dei grandi misteri della balistica: ci sono munizioni, come ad esempio le famosissime 223 e 308, che hanno un ottimo rendimento e lo mantengono anche a fronte di discrete variazioni della ricarica; alcuni calibri, invece, risultano molto “sensibili” alla seppur minima variazione, passando da un rendimento ottimo ad uno mediocre, anche a fronte di un cambiamento infinitesimale di un solo parametro (dose polvere, peso palla, OAL, innesco ecc…). Il 6,5×47 Lapua fa parte di questo secondo gruppo.

Diventa, quindi, ancora più importante, per chi sceglie una carabina Sabatti in questo calibro, poter attingere alle esperienze maturate da un grande campione.

Se poi si opta per una canna a rigatura “radiale”, questo servizio diventa ancora più prezioso. Questa particolare modalità di realizzare la rigatura è una caratteristica tecnica tipica di Sabatti, che rende uniche le sue carabine e, pertanto, non sfruttabili le esperienze di ricarica maturate su armi con rigatura tradizionale.

cal.6,5-multiradiale

Nella rigatura “radiale”, infatti, non si hanno spigoli vivi che impegnano la palla; questa caratteristica riduce notevolmente l’attrito tra canna e palla, abbassando le pressioni di esercizio e facendo aumentare (a parità di caricamento) la velocità del proiettile rispetto ad una rigatura tradizionale. Queste caratteristiche fanno sì che il rendimento di una ricarica sia completamente diverso tra una canna tradizionale ed una radiale. Ma i vantaggi veri offerti da questa soluzione in realtà sono altri. Il particolare profilo delle righe diminuisce notevolmente lo stress meccanico cui è sottoposto il mantello della palla quando va ad impegnare la rigatura e le conseguenti sue deformazioni plastiche; questo va ad abbattere tutti i colpi anomali (c.d. flyers) causati dalla deformazione del mantello. Inoltre, l’assenza degli spigoli della rigatura rende molto più agevoli ed efficaci le operazioni di pulitura della canna, a tutto vantaggio della precisione. Con questo tipo di rigatura, poi, è possibile realizzare una “lappatura” dell’anima di canna anche a canna ultimata, e senza bisogno di dover ricorrere alla complessa tecnica del tampone di piombo, ma chiunque, con un minimo di pazienza, dei feltrini e pasta abrasiva, potrà lappare la propria canna, ottenendo consistenti vantaggi sulla precisione. Ultimo vantaggio, ma forse il più importante, è dato dalla durata della canna. Un profilo delle righe stondato, subendo meno attriti, si usura meno, facendo aumentare considerevolmente la vita utile della canna.  Le rigature radiali di Sabatti sono realizzate con la tecnica della “Roto-martellatura a freddo” e, quindi, hanno lo stesso costo di produzione di una canna tradizionale. Se teniamo conto di tutti i vantaggi offerti e che il prezzo d’acquisto è uguale a quello di una carabina tradizionale, non c’è dubbio che, per chi sceglie di sparare con un’arma di Sabatti, questa sia la soluzione tecnica da preferire.

L’arma che il nostro Gaetano ha provato per l’azienda gardonese è la carabina da tiro allestita con la calciatura sintetica sviluppata in collaborazione con la BCM di Roletto(TO); si tratta di una calciatura ispirata alla mitica MC MILLAN A5, molto bella e funzionale.

La canna è in acciaio inox, con la massiccia volata da 27 mm. Per questo calibro è stato scelto il passo di rigatura 1/8,5.

Lo scatto è il classico tre leve match usato dalla Sabatti sulle sue carabine sportive: è già di per se un buono scatto, ma che con un semplice lavoro di lucidatura dei piani diventa eccezionale.

L’azione è quella classica usata dal produttore Gardonese. Si tratta di un buon otturatore, tant’è che da anni la BCM lo impiega sulle sue armi di piccolo-medio calibro.

Per mettere a punto la munizione giusta per quest’arma, il campione siciliano ha condotto prove sulle distanze dei 100, 200 e 300 m. L’esperienza di Santa Severa, comunque, ci ha insegnato che questo calibro può avere un rendimento eccezionale anche a 500 m.

Tutte le prove sono state effettuate usando palle SIERRA Match King e Lapua (tradizionali e molicottate), con pesi compresi tra i 107 e 139 grs, inneschi CCI BR4, FEDERAL Gold Medal e CCI450 Magnum e polveri della Vihtavuori; sui bossoli non si può ancora scegliere, Lapua è l’unica marca a produrli.

Sulla distanza dei 100 m sono stati ottenuti risultati eccezionali (parliamo di rosate nell’ordine dei 4 mm !!!) sia con palle da 107 che da 123 grs, mentre per le distanze superiori bisogna abbandonare la corta palla da 107 grs e limitarsi alle più pesanti 123 e 139 grs, che, evidentemente, vengono stabilizzate meglio dalla rigatura.

I risultati ottenuti sui 200 metri sono veramente sorprendenti, con rosate sempre molto contenute, in numerosi casi inferiori ai 10 mm. Chi si è cimentato nelle nostre gare di rosata a 200 m sa bene quanto sia difficile scendere sotto il muro dei 10 mm, soprattutto poi, farlo con un fucile che ha un costo d’acquisto ben inferiore alle armi più blasonate e prestanti disponibili sul mercato.

IMG_0909 IMG_0910 IMG_0911 IMG_0912 IMG_0913 IMG_0914 IMG_0915 IMG_0916 IMG_0918 IMG_0919 IMG_0917 IMG_0920

Di seguito, vi riportiamo una tabella in cui sono indicate le ricariche con cui sono state ottenute le migliori rosate con questa carabina, nella speranza che possano essere un valido aiuto per tutti coloro che sono già in possesso di quest’arma o che hanno intenzione di acquistarla.

Peso palla Polvere Innesco O.A.L.
SIERRA 107 grs N 540 – 39,0 grs Magnum 71,0 mm
SIERRA 123 grs N 540 – 39,0 grs Magnum 71,0 mm
SIERRA 123 grs N 540 – 38,6 grs Magnum 71,0 mm
SIERRA 123 grs N 140 – 35,7 grs Magnum 71,0 mm
LAPUA 123 grs N 540 – 38,6 grs Magnum 71,5 mm
LAPUA 123 grs N 540 – 38,9 grs BR4 70,0 mm
LAPUA 123 grs N 540 – 38,6 grs BR4 70,5 mm
LAPUA 139 grs N 140 – 34,1 grs Magnum 70,0 mm
LAPUA 139 grs Moly N 140 – 34,1 grs Magnum 71,0 mm
LAPUA 139 grs N 150 – 36,3 grs Federal 70,5 mm
LAPUA 139  grs N540 – 34,1 grs BR4 71,0 mm