Long Range Italia a.s.d.

Long Range Italia a.s.d.

 

Vogliamo scusarci con tutti coloro che, leggendo il nostro articolo sui recenti mondiali di F-class di Ottawa, hanno male interpretato le nostre parole.
Probabilmente il titolo dell’articolo ed alcune sue frasi sono state fuorvianti; la Long Range Italia non ha assolutamente nulla a che fare con questo tipo di competizione e nessuno degli italiani presenti si è guadagnato la sua partecipazione al mondiale attraverso le gare della nostra associazione.
Il nostro articolo ha solo voluto sottolineare che tra i magnifici 10 che hanno rappresentato l’Italia in questa importantissima manifestazione, vi erano anche due tiratori in qualche modo legati anche alla LRI, che hanno disputato (e vinto!) alcune nostre gare.
La Long Range Italia, in collaborazione con l’Editoriale Olimpia, organizzò, nel 2010, i Long Range Shooting Days, presso il poligono militare di Santa Severa, forse la prima vera gara sulla distanza delle 1000 yard organizzata nel nostro Paese.
Dopo quelle splendide esperienze di tiro sulle lunghe distanze, la mancanza di strutture idonee dove poter organizzare altre competizioni di quel genere, ci ha indotto ha focalizzare la nostra attenzione sulle gare di “Five at 200” (altra disciplina sportiva che la LRI ha introdotto in Italia, grazie alla collaborazione con la Davide Pedersoli, azienda gardonese che detiene il marchio di questa specialità, nata negli USA come prova di contorno nelle gare di Long Range, grazie al genio di Dick Trenk, guru della polvere nera e promoter dell’azienda italiana negli USA).
La categoria F-Class, nelle sue due articolazioni (Open ed FTR) non è mai stata inserita nei nostri regolamenti sportivi, anche se vi sono certamente ricomprese le stesse armi, nè noi abbiamo mai avuto rapporti con la federazione internazionale di questa disciplina.
Semmai, bisognerebbe sottolineare come da noi sia completamente assente un unico organismo che rappresenti, soprattutto a livello istituzionale ed internazionale, tutte le federazioni ed associazioni che si occupano delle discipline sportive del tiro!
Qualcuno forse dimentica che il nostro è il quarto produttore mondiale di armi destinate al mercato civile (quindi, attrezzi sportivi o venatori) e che abbiamo un numero di titolari di porti d’armi e praticanti degli sport del tiro che è superiore al numero complessivo di abitanti di alcune piccole nazioni, che però poi, in occasione di certi grandi eventi, sono formalmente rappresentate da una loro federazione.
Senza voler togliere meriti e riconoscimenti a nessuno, sarebbe forse giunta l’ora di cominciare a riflettere sul fatto che solo l’unione fa la forza, e non la difesa dei campanilismi locali e settoriali.
E’ paradossale pensare che nella nazione dove hanno sede aziende come la Beretta, la Benelli, la Sabatti, la Pedersoli, la Uberti, la Zoli, la BCM (e mi scuso con tutte quelle che non ho citato), marchi apprezzati in tutto il mondo per la qualità delle loro armi lunghe da tiro, non esista un solo impianto permanente di tiro sulle lunghe distanze in grado di ospitare una manifestazione a livello mondiale!
Per praticare uno sport, non ci si dovrebbe inerpicare su impervie montagne o in anguste vallate, camminando a lungo con la propria attrezzatura, mangiando il panino portato da casa ed andando in bagno dietro un provvidenziale cespuglio, sempre con il rischio che arrivino le FF.OO. per contestarci un art. 703 del Codice Penale, in quanto quel posto non ha la licenza di cui all’art. 57, 3° comma, del TULPS.
Spero che le nostre parole possano aver dissipato ogni ragionevole dubbio ed offerto, al contempo, qualche spunto di riflessione.
Buon Long Range a tutti.